venerdì 13 luglio 2012

Giorno 04 - Venti personaggi maschili degni di nota



Credo che questo sia facilmente il punto preferito della fauna femminile del web. Se sei una donna è difficile scrivere questo post senza farsi sopraffare dagli ormoni, ma annuncio con orgoglio che io ci sono riuscita splendidamente.
(Sì, ci credo davvero, non rovinatemi la festa.)
E' stata un'impresa stilare questa classifica: anni di carriera come lettrice di manga mi hanno lasciato tonellate di personaggi impressi nel cuore e se ne tengo fuori qualcuno poi mi pare di far loro un grave torto personale. Devo dire che il metro di giudizio per questa selezione è stato spesso il fattore nostalgia, dato che alcune cotte me le porto dietro dall'adolescenza (e quelle rimangono, non ci sono cazzi) ma ho cercato di far rientrare in classifica coloro che davvero si sono distinti per aspetto, azioni, carattere, intenzioni e originalità. Quindi, non soltanto per la gnoccaggine.

Non sono il tipo che in genere odia i protagonisti per quanto parecchi protagonisti ci si mettano proprio di impegno a farsi odiare ma il vero amore per me sboccia con i personaggi nelle retrovie: quelli secondari e che fanno poche azioni, ma buone.
Diciamo che forse li preferisco perchè l'autore ha meno occasioni per fargli fare cose stupide o farli sbroccare (cosa che purtroppo succede ai principali che sono costantemente sotto i riflettori) ma ce ne sono alcuni che sono ottimi esempi di buona caratterizzazione e vanno ricordati.

giovedì 12 luglio 2012

Giorno 03 - Un manga di cui hai interrotto la lettura o un anime che hai droppato

Ecco, questo è stato difficile. Più che altro, perchè io tendo a dimenticare le letture o gli anime che non ho più seguito. Mi escono proprio dalla testa e poi per recuperarli devo fare una faticaccia! Allora, vediamo di ricordare.
Non sono un tipo che compra tutto quello che le capita sotto tiro quindi se ho fatto scelte sbagliate è stato raro o è stato perche il manga col tempo è sceso di qualità. C'è da dire che però ho anche tanti numeri sparsi e serie sospese perchè mi scordo di continuarle, quindi consideriamo in questa sede soltanto quelle davvero abbandonate.

mercoledì 11 luglio 2012

Giorno 02 - Il tuo manga preferito

Molti cominciano questo punto con una considerazione su quanto sia difficile scegliere un solo titolo.
Ma uno soltanto? Ma davvero? E se facciamo uno e mezzo? E se dico tutti? E se poi sparo una boiata e mi etichettano a vita?

Stranamente, io non mi sono trovata in questa condizione... ed è ben strano! (ne avrei di roba da elencare)
Quindi, t'oh, ho il cuore leggero, non mi piange niente a dirlo così. Mi sono fatta la domanda e la risposta immediata è stata ...

martedì 10 luglio 2012

30 giorni di Anime e Manga, mi ci tuffo anche io!

Cambiata grafica del blog, olè.

(Cosa evidente agli occhi di tutti, ma poi se non lo dici pare che stai facendo la gnorri. )

Ora è meno colorato e più grigio/nero; che no, non significa che mi è presa la depressione cronica, ma semplicemente così mi pareva più stylish. Uno può anche amare il nero e non essere per forza una povera anima a cui la vita ha girato i coglioni, eh. Diciamolo.
E dato che io di grafica ne capisco quanto un pescivendolo delle quotazioni in borsa ho messo su una cosa semplice, fatta alla bell'è meglio pescando dalle ristrette risorse che mi ritrovo.

Orsù, adesso cerchiamo di dimenticare per un attimo che domani ho un esame e cominciamo un meme molto carino che almeno mi darà la scusa per aggiornare giornalmente il blog in una versione aggiornata da Acalia (ecco, cliccate sul nome e vualà, vi ritrovate sul suo sito)

giovedì 24 novembre 2011

Varie e variegate (al cioccolato)

 Beh sì, insomma...diciamo che è passato un bel po' di tempo dall'ultima volta che ho scritto, nè? Ma prima che cominciate con il coro di "macheccefrega, macheccemporta"cerco subito di radunare nel cervello le varie cose che volevo scrivere. Frugo due minuti e ho fatto.Sì. Ecco.


 Cominciamo con una notizia vecchia, ma sensazionale e di vitale importanza per il genere umano, che è quella che riguarda i miei esami: ebbene, dopo settimane di tribolazioni, tè e infusi vari ingurgitati alle tre di notte, frasi sconnesse scarabbocchiate sul muro e invocazioni sul tetto insieme ai gatti, posso finalmente dire che è li ho FINITI!
*Applausi in platea*
Il senso di libertà che mi ha pervaso una volta raggiunto il traguardo era quello tipico dei quindicenni che finiscono la scuola a giugno, ma molto, molto peggio. Peccato che adesso si è quasi giunti a dicembre e che quindi i corsi universitari siano ricominciati. *PIANGO*
Ma comunque tra le due cose c'è stato un evento piacevole, una cosina da niente, chiamata:


Mica ciccia, gente. Ho avuto il piacere di gironzolarci per ben tre giorni (e 33€ alla cassa, grazie) facendomi venire dei dolori ai piedi che se la battono alla grande con quelli che mi vennero a Londra.
Quest'anno niente maltempo e quindi niente affogamenti vari e panico dilagante fra gli stand che perdono acqua dal tetto: siamo stati un amore e domenica ha addirittura fatto caldo. Va bene che la domenica è stato comunque il delirio per via del numero di persone che partecipavano, ma se sei un vero frequentatore di fiere a stare strizzato come una sardina in mezzo alla folla te ne fai una ragione.
E dunque qual'è il resoconto di questa Lucca? Tanta, tanta roba. 
Innanzitutto per il ragguardevole numero di cose comprate dalla sottoscritta. E giusto per farvi intuire, scoprire che alcuni stand accettavano la carta prepagata non è stata affatto, AFFATTO, una buona cosa.

Inizio con le fanzine, anche perchè quest'anno ho avuto due belle soddisfazioni. Ho infatti partecipato ai concorsi di Fattore Manga e della Bandiera Manga, piazzandomi per il primo al settimo posto e vincendo nella seconda

Questa per la categoria illustrazione a colori
E quest'altra per la categoria in bianco e nero
 Per Fattore Manga invece si trattava di una piccola 4 pagine, che magari metterò prossimamente, quando avrò modificato un pochino le cose che non mi piacciono XD
Intanto, ecco la rivista ;D

C'è anche il numero 0! Recuperatelo u.u

E insomma, ne sono stata veramente felice, per me è già tantissimo! ^^ Mi raccomando, ovviamente se potete comprate tutte e due le riviste. Andate sui siti e potete anche ordinarle!
Sempre per la categoria fanzine, ho preso Hyoutan, Spoiler, Asakusa e Yggdrasil.


Come primo acquisto scellerato mi son fiondata sui materiali da disegno. Ho fatto la mia annuale scorta di Copic Sketch (che appunto, prendo solo a Lucca e una volta all'anno per risparmiare spese di spedizione varie) recuperando alcune belle tinte che mancano fra gli Ciao!
Poi è stata la volta dei retini, e lì credo di aver intasato il passaggio per mezz'ora a quelli che volevano comprarli. Purtroppo non riuscivo proprio a decidermi fra tutti quelli che c'erano X°D Alla fine, dopo essere stata presa a male parole da tutta la clientela mi sono umilmente ritirata alla cassa con vari puntinati chiari e gradazioni. L'ho detto che i retini sfumati mi fanno semplicemente impazzire? <3

Sul fronte fumetti invece, faccio una piccola lista. In primis i numeri uno della Fenice e di Black Jack di Osamu Tezuka. Dato che nella mia fumetteria queste due serie partono rigorosamente dal numero due, mi è sembrata una buona idea comprarli. In particolare, non ho parole per esprimere quanto mi sia piaciuto la Fenice, per cui se potete procuratevelo!



E sempre di Tezuka il quinto numero di Astro Boy, con dentro la storia del "Più grande robot del mondo", da cui, se non lo sapete, è ispirato Pluto di Naoki Urasawa. E se non avete letto Pluto, fatelo casso! ;D
Poi, due numeri di fortuna di Buddha, il 6 e il 7. Perchè dico di fortuna? Perchè li ho pagati 1€ a testa e sono anche nuovissimi. Bah, venditori impazziti. This is Lucca!
Successivamente, c'è Taniguchi, di cui ho recuperato L'uomo che cammina e Quartieri lontani





Ma l'acquisto di cui sono veramente felice è il primo numero di Sky Doll di Barbucci e Canepa.

Serie che adoro e che ho già ho letto a scrocco, ma che non mi decidevo a collezionare per via del prezzo proibitivo.
Con tutto il bene che gli voglio a Barbucci, ma 17 € per 50 pagine scarse a me continuano a sembrare un furto. E no, del cartonato non me ne frega una cippa. Ora, non per fare troppi confronti, ma Quartieri lontani l'ho pagato 19€ e sono oltre 400 pagine. Michia se costa, il colore!
E sempre parlando del bene che voglio a Barbucci, quest'anno era anche uscito il secondo volume di Chosp

Che ci ha fatto il gentile piacere di salire di prezzo, arrivando a costare 15€, quando per il primo ne avevo pagati SEI. Pazienza caro, ci reincontreremo più avanti. Ero intenzionata anche a prendere Blacksad



che però allo stand della casa editrice avevano esaurito. Tra l'altro, credo di aver fatto una figura barbina proprio a causa di questo fumetto.
Mentre lo cercavo, all'improvviso lo vedo poggiato vicino alla mano di una signorina che era seduta al tavolo di uno stand. Mi precipito vicino a lei e le chiedo tutta contenta dove l'ha preso, indicandolo animatamente. Viene fuori che la poverina non parla italiano (!), ma ha capito lo stesso cosa voglio, così me lo faccio spiegare in inglese e la ringrazio tantissimo. Solo dopo, quando allo stand gli addetti mi danno il due di picche perchè l'hanno finito, comincio a rendermi conto che forse, dico FORSE, ho parlato con un'autrice che, poverina, stava facendo un incontro col pubblico e non l'ho cagata di striscio, tutta presa a cercare Blacksad. Davvero, mi sono sentita una cacca. La prossima volta vedrò di fare le cose meno impulsivamente.
Comunque mi sono consolata prendendolo dalla mia fumetteria di fiducia, quindi ora sono più felice! ;D
Altra nota positiva di Lucca: quest'anno sono finalmente riuscita a godermi per bene le mostre. E che mostre! Del sopracitato Blacksad c'era l'esposizione dell'autore Juanjo Guarnido, con una carrellata di tavole davvero meravigliose. Ci sono rimasta mezz'ora davanti ad ognuna e non scherzo.
Poi c'era quella di Jiro Taniguchi, in cui sono rimasta sorpresa di trovare tavole di dimensioni non più grandi di un A4. Con dettagli spaventosi. Sul serio, o scopro che lavora con uno stuzzicadenti o iomi getto dalla finestra per la disperazione.
E infine la mostra di David Lloyd, che con mia somma giUoia era a tema V for Vendetta. E' stato bellissimo poter vedere le tavole originali *-* E ho scoperto che rendono molto di più in bianco e nero. Sul serio, saranno magari i miei gusti, ma il colore mi era sempre parso insipido e superfluo su quest'opera. E così ne ho avuto la conferma.

Mmm...essendo che non mi viene in mente nient'altro direi che sono arrivata alla fine. L'unica cosa significativa in questi mesi è stata Lucca, quindi...mi accingo a tornare alla mia noiosa vita da universitaria. E piango. Per il resto, cerco di lavorare ad un progetto, una storia di massimo 4 o 5 capitoli che mi sta frullando in mente in questi giorni.
Speriamo di portarla a termine!
Eh? Come dite? Dov'è il cioccolato in questo post? Ma da nessuna parte cari, l'ho scritto solo perchè così i più golosi erano costretti a leggersi le mie scemerie. E poi, su tra un po' siamo a Natale! Tempo qualche settimana e ci ingozzeremo tutti come tacchini, altro che cioccolato!

Alla prossima! :D



domenica 2 ottobre 2011

Ma che cavolo di titolo...

...metto? Boh, la fantasia mi scarseggia.
Iniziamo col dire che sono in nevrosi da esame e che quindi potrei risultare sconclusionata e/o isterica. Tuttavia, prendo un bel respiro e cerco di fare un decente post di passaggio. Così, perchè a sfogarmi ho bisogno anche io ogni tanto.
Dopo settimane passate sui libri, quando chiudo gli occhi vedo solo parole stampate e immagini di santi (si, il Rinascimento e tutto quel che vuoi tu, ma che DUE PALLE mi hanno fatto le Madonne col bambino ) perciò ho cercato di disintossicarmi e ho tirato fuori due disegni.  Non so perchè mi è presa la fissa delle ragazze coi fiori svolazzanti attorno, perciò eccovi due tipe coi fiori svolazzanti attorno, appunto:
E una...
...eddue.
...ma io dovrei studiare, cavolo, dovrei proprio essere a studiare, porc...ehm, scusate, dicevo, son due illustrazioni che ho fatto come valvola di sfogo ^^ Alla fine mi son divertita, anche se la seconda la sento proprio tirata! Due cavolo di ore per fare quello schifo di posizione, credetemi. Dovrei sotterrarmi. Ma la perdono perchè ci sono i girasoli :D Io adovo i girasoli! Sono i miei fiori preferiti!
E questi li ho anche visti dal vivo alla Nationa Gallery. Dopo aver preso a ginocchiate un gruppo di francesi.

Domani dovrei anche andare alla Scuola di Comix, a Napoli, dato che lo scorso giugno avevo vinto uno stage. Devo far vedere alcuni lavori per stabilire a che punto sono, così possono inserirmi nel corso giusto, e sono un po' nervosa. Lo so che in fondo è una sciocchezza, quindi non vi preoccupate, ho già provveduto a prendermi a testate e a rompere le scatole a chiunque fosse così stupido da starmi a sentire! Tutto fatto!
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Proseguiamo con una notizia allegra, dunque.
Ieri è uscito il primo numero di Mangakugan, una rivista online gratuita per chi vuole pubblicare i propri manga. Ne ho parlato in questo post, poco tempo fa.
Mi raccomando, andate sul loro sito e dateci un'occhiata! Potete scaricarla o leggerla online e, se volete, supportarla ;) Tutti quanti si sono impegnati molto e sono sicura che col tempo si formerà un valido progetto!
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Chiudiamo invece, con una notizia più seria e infinitamente triste, che è la morte di Sergio Bonelli, avvenuta lo scorso 26 settembre. Se non sapete chi è Sergio Bonelli, vergognatevi, se invece è il contrario, sono sicura che gli avrete dedicato almeno un saluto così come merita.
E io parlo da persona che con i fumetti Bonelli parecchie volte ci ha litigato, ma che nonostante tutto ne riconosce la grande importanza nel settore.
L'unica serie che mi abbia mai toccata o appassionata, neanche a dirlo, è stata Dylan Dog. L'altro giorno, su un blog, si chiedeva quale fosse il numero preferito di tale serie e io chiudo con questa storia, Totentanz
Di Sclavi e Casertano

Assolutamente splendida e toccante, anche per una ragazzina che a quel tempo aveva dodici anni e Dylan Dog lo leggeva lo stesso, a rischio di farsela addosso.

sabato 3 settembre 2011

Ma il London Bridge prima o poi cadrà? Secondo me sì.

Che se a uno di malauguri gliene dici trentordicimila volte al giorno prima o poi la sua bella rotolata dalle scale sempre se la farà. Non si tratta di cattiveria: è scientificamente provato. Tira e ritira prima o poi la corda si spezza. Ecco perchè credo che il London Bridge farebbe bene a mandare a quel paese tutti i bimbi di Inghilterra che giocosamente ripetono la famosa filastrocca.
Corna a terra. Dal 1744.
Curiosamente leggo su un sito che questo ponte rispetto agli altri è meno decorato, perchè fu progettato proprio per essere funzionale e resistente. Meno male. Quindi, avanti, alzi la mano il genio che s'è inventato la canzoncina! Maledetto diffidente antimonarchico!

A parte ste' scemenze deliranti, comunque, come avrete capito son tornata dal quel di Londra. Il motivo dell'apertura di questo post con la filastrocca del London Bridge è per ricordare che proprio così si è chiusa la mia vacanza. All'aereoporto una bambichina minuscola la cantava con la nonna e giuro che è stata la cosa più dolce che mi è capitato di vedere da quì a qualche anno. Poi son dovuta salire sull'aereo e tanti saluti, niente più London Bridge is falling down, niente più Gatwick, niente più Earl's Court e niente più Mind the Gap e tutte quelle cosine che senti in metro ripetute ogni giorno dalla voce metallica fino e che ti si ficcano irrimediabilmente nel cervello.
E' stato bello. Tanto bello.
E ci tornerò, non importa quando, non importa per quanto tempo, ma io tornerò lì. *sigh*
Anche perchè, diciamocelo, Londra non te la vedi per bene in 4 giorni, non te la vedi bene nemmeno in 7 se è per questo. Certo se vuoi andare lì a spassartela e basta ti infogni tutte le sere a Piccadilly e tanti saluti, dopo poco certo che ne hai piene le scatole; ma se vuoi vedere davvero Londra, allora non basta tutto il mese. In parte è colpa delle attrazioni e negozi che hanno questa simpatica abitudine di chiudere alle 5. No, dico, alle CINQUE. Che razza di orario del cavolo è?
Per colpa loro abbiamo corso come forsennati tutto il giorno e c'è stata una volta che siamo rimasti con l'amaro in bocca perchè non ce l'avevamo fatta in tempo.

In ogni caso, raccontare tutto per filo e per segno sarebbe da suicidio, ma ci sono alcune cose che per la loro importanza, vanno dette. Percio ho deciso di fare un'altra classifica, intitolata:

     Dieci cose che ho capito degli inglesi.

Verità numero 1: I cartelli
Dipende dalle prospettive.
A Londra, non puoi perderti. Non puoi proprio, anche se una mattina ti svegli e ti dici "oggi mi perdo". Non te lo permettono. E' grazie ai cartelli che io sono sopravvissuta in metropolitana, unica, esatta, inesauribile fonte di informazioni. Ce ne sono a singhiozzo ogni due centimetri e in questi sette giorni sono stati i miei migliori amici. Non ce ne è stato uno che abbia toppato, sono sempre arrivata dove volevo, senza esitazioni, semplicemente fidandomi dei cartelli.
A Napoli non è così. Per dire, una volta atterrata cercavo il bagno e, ancora abituata all'efficienza dei segnali britannici, ho seguito con tranquillità la scritta "Toilet". Due minuti dopo ero di fronte ad un muro, dietro un'impalcatura.

Verità numero 2: Le strisce pedonali.
Si, anche a terra c'è segnalato dove devi guardare.
Non è vera questa cosa che gli inglesi sono perfettini e attenti alle regole. Quando c'era un semaforo col segno rosso, lo attraversavano, al diavolo le regole, vado di fretta. Niente di diverso dal traffico italiano, mi sono sentita a casa. L'unica cosa era che se il segnale era rosso, tu eri in strada e una macchina stava passando c'erano altre probabilità che ti tirasse sotto le ruote senza alcun pudore.
Almeno, da noi fanno finta di non vederti, ma all'ultimo minuto si fermano. Per protestare.

Verità numero 3: Le macchine inquietantemente pulite.
 Lo erano. Pulite, intendo. Che cosa c'è di strano? Niente, se si fosse trattato di una, ma tutte erano splendenti, lucidate. Non ne ho vista una ammaccata, neanche una riga sulla portiera, niente. Inquietante. Secondo me tengono nel garage quelle vere e fuori espongono i modellini farlocchi, sono convinta che se ci battevo sopra scoprivo che erano di plastica.

Verità numero 4: La politica del cortile libero e le costruzioni in serie
Casa mia è quella con la fascia di finestre al centro e il tetto triangolare. Si, insomma, tra quella con la fascia di finestre al centro e il tetto triangolare.
Agli inglesi non piacciono tanto i cancelli. Molto spesso sono bassi, ridicoli, messi lì tanto perchè tu possa sbeffeggiarne l'altezza. A volte non ci sono proprio, ma ci sono enormi cartelli con su scritto "Area privata", "Non entrare, violazione della legge", "Vietato fare inversione, perseguibile legalmente". Ma intanto il cancello non lo mettono. 
E inoltre c'è questa cosa delle case tutte uguali. Interi quartieri esattamente identici, che se volevi riconoscere il tuo era un'ardua impresa. Li svenderanno all'Ikea?

Verità numero 5: Gli Italiani
Gli italiani, a Londra, vanno fortissimo. Nel senso che l'italiano si vende tanto, anche se a volte non è per niente italiano, ma inglese/indiano/cinese travestito abilmente con i baffi neri e il forno a legna per la pizza. La cucina inglese è una dura sfida per il fegato e la sua qualità è sinceramente dubbia: non per niente come unico piatto famoso hanno questo misero filetto di merluzzo fritto con le patate vicino. Qualcosa dovrà significare.
E infatti, nella via principale di Earl's Court, dove passavamo le nostre sere, c'erano ben SEI ristoranti italiani in soli 100 metri, l'uno dietro l'altro lì a farsi concorrenza. Pienissimi. All'estero c'è questa legge che se è italiano è buono, PECCATO che alcuni ristoranti siano messi su da gente che un piatto italiano non l'ha visto neanche in fotografia. Ed ecco che allora ti partono con gli abbinamenti più disgustosi che tu abbia mai visto. Di seguito elenco quelli che personalmente ho mangiato:

- Pizza con formaggio, mozzarella, pezzi interi di patate con la buccia e cipolle CRUDE;
- Risotto ai funghi, che fin quì va bene, finchè non ci aggiungi il POLLO arrosto nel mezzo.
- Ancora, pizza con bolognese, nel senso del ragù che cucina tua nonna alla domenica, con peperoni e ANCORA cipolle crude.
- Panino con mostarda, cipolle, cetrioli, formaggio alla plastica, rucola, tonno e maionese con olive nere. Che solo a leggerlo scommetto che vi è venuta l'acidità di stomaco. Anche a me dopo averlo mangiato. Ma abbiate pietà: avevo fame.
E ovunque andassi, anche se avevi chiesto un gelato alle fragole, ti facevano: ci vuole il Parmigiano sopra?
Altra verità sugli italiani a Londra: ce ne sono troppi. Dappertutto, ovunque, più degli inglesi. Escono dalle fottute pareti.

Verità numero 6: Portobello è una patacca.
No, sul serio, è stata una delusione. Due chilometri di mercato e c'erano solo bancarelle con gli stessi medesimi souvenir che ho trovato a pacchi in qualsiasi altro negozio di Londra. Patacche su patacche. L'unica cosa interessante era l'antiquariato, ma volevano talmente tanto che facevi prima a spararti in un piede, ti sarebbe costato di meno. E poi c'erano le bancarelle di frutta, quelle sì, carine, con certe ciliegie grosse come palle da golf.

Verità numero 7: I bus a due piani

Checcarini che erano. Purtroppo non ne ho preso neanche uno, perchè la metro era talmente efficiente che anche aspettare due minuti in più alla fermata poi ti sembrava un tempo interminabile. E poi c'è questa cosa che io pensavo fossero due tre, giusto per i turisti, invece sono proprio i bus ufficiali! Scusate, eh, non lo sapevo mica.
Amo il loro colore, ovviamente, e poi sono efficientissimi: vai lì e dici "oh, adesso aspettiamo un pò che passa un bus rosso a due pia..." e quello è già lì, con appresso altri due. Passano sempre. Per me è una cosa fuori dal mondo. Quando io prendo l'autobus devo sperare che l'autista abbia effettivamente qualcosa da fare nei pressi della mia fermata, tipo la spesa, altrimenti niente, mi tocca farmela a piedi.

Verità numero 8: L'amore per la musica
Oh, lo so che tutto il mondo ama i Beatles, ma lì proprio era lo sport nazionale, tipo. In metropolitana e per strada chiunque aveva roba dei Beatles addosso, non potevi scamparla. Mi sono commossa, guardate. L'unico grande rimorso di questa vacanza, sveliamolo: non sono riuscita a fare una capatina ad Abbey Road. Piango.
Però ho fatto una capatina al London Beatles Store, che, guardate, c'avrà anche lui le sue patacche, ma già la vetrina fa la sua figura.
Dentro è ancora meglio.
E poi, al teatro c'era il musical dei Queen. Il musical, dei Queen. E io avevo anche la carta per lo sconto e non ci sono andata.
Mapporc...
Mapporca di quella porc...


Verità numero 9: L'ora del té
Non sono riuscita a prendere il tè come si deve, come fanno gli inglesi, però ho assistito ad un gruppo di vecchie cariatidi che lo bevevano, nel loro ambiente naturale. Smettiamola di parlare di stereotipi, non ha senso dirlo, loro sono davvero così. E' stato bellissimo: due signore con il vestitino a fiori, due signori con le polo e il maglioncino e gli occhiali sul naso, che facevano il te col colino e ingurgitavano dolci ragguardevoli, che avrebbero fatto venire il diabete anche a me che stavo di fianco. Che spalmavano burro e marmellata su certi panini strani, morbidi, e parlavano di golf, del tempo, e di quanto in quel locale il tè fosse absolutely spectacular.
Impagabile.

Verità numero 10: Harry Potter
E ti pareva che non ce lo facevo rientrare in classifica?
A Londra, nelle librerie, c'è una cosa che solo la mia mente bacata poteva considerare degna di nota: da Foyles, libreria dove io ho acquistato i miei primi tre Hp in inglese, c'è la sezione fiction, sezione romance, sezione thriller, sezione children...e poi c'è la sezione Harry Potter. Cioè, dai, se non ce l'ha a Londra una sezione a parte! Troppo bello!
Poi si, insomma, continuando sulla scia Harry Potter, devo informare chi di voi avrà intenzione di andare a King's Cross che il binario 9¾ è stato tristemente spostato, per via dei lavori di ristrutturazione. A meno che non vogliate consumarvi i piedi e fare figure di cacca a profusione col personale che vi guarda girare tormentato fra gli archi di pietra, vi conviene recarvi direttamente ai binari dall'1 al 4 e poi seguire l'uscita...
Oppure, in alternativa, usare gli occhi. Cosa che io non ho fatto.
Un'altra cosa da tenere in considerazione: se andate lì visitatevi St. Pancras la stazione subito adiacente (è colei che inspiegabilmente si vede nell'ultimo film). King's Cross è una pippa al confronto.

E insomma, ci sono diverse cose che sono andate bene e altre un pò male, ma tirando le somme è stata una meravigliosa vacanza. Ho mantenuto le promesse fatte all'inizio: ho i piedi acciaccati e ho comprato 12 confezioni di tè con ben 10 gusti diversi. Starò a posto per un pò e il mio livello di dipendenza salirà considerevolmente. Ma questo, fortunatamente, non sarà affar vostro.

Chiudo con la bellissima canzoncina del London Bridge, perchè sì, perchè mi è rimasta in testa a me e non vedo perchè la stessa sorte non debba toccare a voi. Prego notare che solo dopo molte ricerche sono riuscita a trovare un video che non riportasse l'immagine del ponte SBAGLIATO. Tutti mettono il Tower, cavolo.